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il nostro obiettivo è sparire
Per le aziende
Cerchi formazione per il team o change management? Non sono io, siamo noi.
Fin da bambini ci hanno insegnato a chiudere il cerchio, riempire i vuoti e inseguire la perfezione. Ma questo è un errore di ingenuità progettuale.
Il mio manifesto nasce qui: esplorare quel vuoto tra le persone non per riempirlo, ma per renderlo strutturale. Perché l’unico modo per non mettere limiti al potenziale del tuo ecosistema, è smettere di delimitarne i confini.
Per troppe persone “lavoro” è sinonimo di sofferenza. La etichettiamo come cultura tossica, burnout o stress, ma queste parole nascondono il vero problema: un’eredità industriale che non ha più ragione di esistere.
In molte aziende, gli esseri umani sono ancora gestiti come fossero macchine di carne: componenti da ottimizzare, non ecosistemi da nutrire. L’autonomia viene compressa, la responsabilità mutilata.
Io mi impegno a smantellare questa visione meccanica. Perché togliere la sofferenza dal lavoro non è solo etica, è l’unico modo per per trasformare un ingranaggio rotto in un ecosistema vivo.
Per troppe persone “lavoro” è sinonimo di sofferenza. La etichettiamo come cultura tossica, burnout o stress, ma queste parole nascondono il vero problema: un’eredità industriale che non ha più ragione di esistere.
In molte aziende, gli esseri umani sono ancora gestiti come fossero macchine di carne: componenti da ottimizzare, non ecosistemi da nutrire. L’autonomia viene compressa, la responsabilità mutilata.
Io mi impegno a smantellare questa visione meccanica. Perché togliere la sofferenza dal lavoro non è solo etica, è l’unico modo per per trasformare un ingranaggio rotto in un ecosistema vivo.
Esistono due modi di prendersi cura di un giardino.
Il primo è il prato all’inglese: geometrico, impeccabile, ossessivo. È un sistema fragile, che vive in stato di dipendenza: togli il giardiniere per una settimana e l’ecosistema collassa. È bello, ma è falso.
Il secondo è il prato di montagna: caotico, spettinato, pieno di “erbacce” e vita non richiesta. È un sistema antifragile, che non chiede permesso per esistere e si regola da solo.
Le voci che leggi qui sotto appartengono al secondo gruppo. Non aspettarti storie lineari di successi patinati. Sono testimonianze di persone che hanno scelto di smettere di essere controllori ossessivi delle proprie rigidità, per diventare custodi di ecosistemi autonomi.
Perché il mio lavoro non è curare il tuo prato all’inglese, ma trasformarlo in un giardino di montagna.
/myu – Make Yourself Uselessè il percorso annuale per coltivare le tue meta-competenze.
Imparerai a hackerare la fortuna, a decodificare la realtà in profondità e a navigare ecosistemi complessi. Non mi limiterò a darti un piccolo assaggio del mio capanno degli attrezzi personali, ma te ne consegnerò le chiavi e l’accesso illimitato.
Certe situazioni sono tempeste perfette: venti mutevoli, visibilità zero e carte nautiche di un mare che non esiste più.
La consulenza è un intervento tattico: salgo a bordo per navigare il tuo wicked problem nel minor tempo possibile. Ti affianco al timone e sbarco appena fuori dalla tempesta.