Sii te stesso

Uno dei miei paradossi comunicativi preferiti è quello del Sii te stesso. A ben pensarci, è impossibile non essere se stessi, ma contemporaneamente con queste semplici parole si spinge chi le riceve a prestare eccessiva attenzione al proprio comportamento, di fatto rendendolo artificiale e meno spontaneo.

Insomma, un ottimo modo per mettere in difficoltà qualcuno, in un compito che non si sente all’altezza di portare a termine.

2 commenti
  1. Claudio
    Claudio dice:

    Altro paradosso è la formulazione dell’imperativo che è rivolto al TU e non all’IO. Come faccio ad essere me stesso se la prima intenzione non viene da me? La mia anima filosofia a volte si palesa così 🙂

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    • Leonardo Dri
      Leonardo Dri dice:

      Grazie per il commento, Claudio!
      Il principio di fondo (e il motivo per cui questo è un paradosso comunicativo, indipendentemente da chi formuli l’imperativo) è che c’è una discordanza tra l’essere “ideale” e quello di comportamento. Controllando il comportamento, per renderlo aderente all’ideale, di fatto lo si rende artificiale, e di conseguenza se ne perde la spontaneità. Si tratta di un paradosso classico della comunicazione strategica per spiegare il concetto di controllo.

      Rispondi

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