Cambiare

Esistono, essenzialmente, due modi per cambiare: evolutivo e rivoluzionario, forse più noti come incremental e disruptive.

Ok, chi ha letto il mio post su Medium probabilmente saprà che non la penso così. Che questa distizione non è davvero funzionale al cambiamento stesso. E infatti, c’è anche un terzo modo di cambiare, quello inevitabile, o a valanga, che viene spesso raccontato (e usato!) da Giorgio Nardone, e che ha il suo perché.

Insomma, per riassumerla, si genera una concatenazione di eventi, partendo dal più piccolo possibile, in modo che quello grande, vero, insormontabile, che si riesce solo a intravedere sia, esattamente, inevitabile.

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