Vuoi Cambiare?

L’unico modo per cambiare davvero è volerlo.

Quante volte l’hai sentito dire nella tua via? Da motivatori, da cartelloni pubblicitari, da tua madre. Un mantra che ti è stato ripetuto tante e tante volte, fino a diventare vero.

Eppure per quanto tu lo voglia non ci riesci, la tua motivazione cade. Strano, eh? Perché in fin dei conti, l’unico cambiamento che funziona è quello a cui sei costretto, da un problema troppo impellente, o da un obiettivo troppo importante per essere ignorato. Non importa che tu lo voglia o no. Quello è il cambiamento che succede.

2 commenti
  1. Simone
    Simone dice:

    Sto vivendo questo post in questi giorni. Si tratta del cambiamento del lavoro. Vero è che nonostante la tua volontà di dare un contributo, di applicare capacità e conoscenze, di creare valore aggiunto, possono manifestarsi delle condizioni per cui sei “costretto” al cambiamento. Ho sperimentato come delle persone “al comando” possono spezzare le ginocchia al tuo entusiasmo, alla tua professionalità e ai tuoi progetti. Secondo me un nemico del cambiamento è la “paura”, quella paura di andare incontro ad un nuovo inizio. La frase “sai quello che lasci, non sai quello che trovi” non va mai ripetuta né suggerita, è limitante. Questo è quello che penso, felice di contribuire alla discussione. Simone

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    • Leonardo Dri
      Leonardo Dri dice:

      Grazie del commento, Simone, che effettivamente affronta il problema su vari “livelli”. Intanto, come tu giustamente fai notare, il cambiamento può essere anche in negativo: da una situazione di entusiasmo a una di passività. Però questo tipo di cambiamento è un cambiamento “subito”. Viceversa, anche la situazione più problematica, proprio in quanto tale, contiene un’energia pazzesca, che può essere ridirezionata per risolvere il problema.
      Tu parli di paura ad esempio. Sono d’accordo, la paura è un blocco, ma è anche una sensazione di base potentissima. Se vivi nella paura, tutta quell’energia che vai a reprimere puoi usarla a tuo vantaggio, iniziando quindi a gestire il cambiamento, invece che subirlo.
      Per dire, sai quello che lasci, non quello che trovi? Fantastico, sai che ti lasci alle spalle una situazione che ormai domini, e sei pronto a nuove sfide, a vedere cosa c’è dietro l’orizzonte. Potrebbe esserci un uragano, oppure un atollo tropicale, ma sei comunque tu il capitano della nave. Tu che scegli la rotta da seguire.
      Occhio alla differenza. Il cambiamento vero è quello inevitabile, ma può essere inevitabile perché tu ti metti in una condizione che lo rende tale, non perché lo subisci e basta!

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