Certo che ho i Pregiudizi

Sono sicuro che almeno una volta nella vita sia capitato anche a te.

Succede più o meno a tutti, insomma. Tu te ne stai lì, tranquillo, e lasci che il mondo vada più o meno per la sua strada, quando commetti l’atroce errore di esprimere la tua opinione su un argomento. A quel punto, arriva quel tizio che passava di là, e inizia a spiegarti perché hai torto, e lui ha ragione. E tu, naturalmente, che pensi di avere ragione a tua volta, inizi a discutere con lui, fino a quando non alzi le braccia al cielo in frustrazione. Al che, lui, subdolamente si rifugia dietro all’ultima linea di difesa che mettiamo in piedi.

Ecco, lo vedi? Hai un pregiudizio.

Oppure, come mi ha effettivamente scritto una persona in un commento ad un post su LinkedIn (cito testualmente):

“Ti stai arrampicando sugli specchi spudoratamente. Anche tu sei convinto della tua OPINIONE e non prendi minimamente in considerazione la possibilità che ci sia del vero nella questione”.

Di solito, quando accade qualcosa del genere ci limitiamo a mandare la persona a quel paese, frustrati nelle nostre intenzioni, o dalla situazione in generale. Perché dentro di noi lo sappiamo, quando ci dicono quella cosa, hanno ragione. Davvero si tratta di un pregiudizio. Un’opinione.

Ciò che non vogliono vedere, di solito, è che anche il loro punto di vista lo è altrettanto, ma facciamo un passo indietro.

Come ho già scritto diverse volte, ciascuno di noi costruisce la propria rappresentazione del mondo, attraverso quelle che in psicologia vengono chiamate Credenze. Nome forse più neutro rispetto a Pregiudizi e Opinioni, ma che di fatto le comprende entrambe: tutto ciò che pensiamo di sapere del mondo non è che una nostra rappresentazione, e una conoscenza oggettiva, o definitiva, non esiste. Non a caso, due delle Psicotrappole del Pensiero individuate da Giorgio Nardone sono proprio l’Illusione della Conoscenza Definitiva e il Mito del Ragionamento Perfetto. E ancora meno a caso, in queste trappole cadono ancor di più le persone particolarmente intelligenti, che, in qualche modo, è proprio da quell’intelligenza che sono tratte in inganno.

Lo avrai sperimentato anche tu. Ci sono quelle persone che parlano senza avere idea di ciò che stanno dicendo, le cui opinioni sono basate squisitamente sul sentito dire, e poi ci sono quelle che hanno fatto un’estesissima ricerca in materia, e probabilmente potrebbero prendere una laurea ad honorem. Ma non farti ingannare dalle apparenze: la verità di questo secondo gruppo non è più vera di quella del primo. In entrambi i casi si tratta solo, a ben vedere, di opinioni.

Insomma, come diceva già Watzlawick, se anche ammettiamo l’esistenza di una realtà oggettiva, questa è di fatto inconoscibile, perché ciò che ne otterremo sarà sempre e solo una rappresentazione.

In questa logica è facile vedere come tutto ciò che conosciamo rientra nella dimensione del pregiudizio, dell’opinione. Insomma, non importa quanto abbiamo approfondito un argomento, o quanto abbiamo studiato. Ciò che sappiamo non sarà altro che una nostra, personalissima rappresentazione della realtà, potenzialmente in disaccordo, quindi, con quella di qualcun altro.

Qualcun altro che non avrà scrupoli a dirci che abbiamo dei pregiudizi, e in effetti non c’è nulla di male in questo. Ebbene sì, abbiamo delle opinioni. L’importante è saperlo, e in qualche misura essere anche disposti a cambiarle. No, non quando leggiamo un tizio su internet che ci dice che ci sbagliamo, questo di solito non fa che rinforzarle.

Però è utile, se non altro, avere una mente aperta alle varie possibilità. E il capire come costruiamo le nostre credenze, sicuramente, ci aiuta a farlo meglio.

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